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«Camera di Commercio, basta con gli sponsor politici» Ciccarelli di Legacooperative invita al confronto senza preclusioni

. venerdì 29 febbraio 2008
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«Se il confronto tra le associazioni che saranno chiamate a rinnovare l'esecutivo della Camera di Commercio comincia con questi toni, vorrà dire che sarà inutile ogni discussione: l'esito è scontato e tutto finirà in un pandemonio, esattamente come l'ultima volta». E' esplicito Marcello Ciccarelli, esponente di Legacooperative che insieme a Confcooperative e Agc ha stretto un unico accordo proprio nel tentativo di riunire l'anima cooperativistica delle associazioni che siedono nel consiglio camerale.
Confcommercio LatinaAssociazioni che dovranno occuparsi di eleggere il presidente che adesso si trovano davanti un'unica candidatura concreta: quella del presidente uscente Enzo Zottola. Quella su cui già da Federlazio e probabilmente anche da altre associazioni come Coldiretti e Confragricoltura, è arrivato un veto pesante che punta ad escludere, come ha spiegato il presidente degli imprenditori Marco Picca «ogni confronto su e con lo stesso Zottola e con le persone che lo hanno sostenuto già dall'altra volta».
Ciccarelli la pensa diversamente non tanto sul nome di Zottola su cui sostiene di «non avere alcuna preclusione» quanto sull'esigenza di evitare ogni sbarramento a priori. «Non si può pretendere di avviare un confronto - ha spiegato l'esponente di Legacoop -, se si comincia con questi toni.
Assurdo ed inconcepibile.
Noi vogliamo confrontarci sui contenuti prima che sui nomi e la posizione di Picca, in tal senso, ci appare quantomeno discutibile. Basta con gli schieramenti, basta con i veti sui nomi, basta con le logiche legate anche e soprattutto a sponsor politici.
La posizione di Federlazio, e lo sottolineo invitando l'associazione al confronto, non fa bene all'ente camerale e non fa bene in generale al nuovo Consiglio che andrà a formarsi». L'intervento di Ciccarelli si inserisce in un panorama assai complicato.
Bisogna infatti tenere in considerazione che, allo stato attuale, lo schieramento che sostiene Zottola appare decisamente il più nutritoin ordine numerico. Nutrito a tal punto che l'ex presidente, poi commissariato, otterrebbe una ferrea maggioranza che gli consentirebbe di governare l'ente di via Umberto I anche in disaccordo con le associazioni inferiori.
Facile pensare, inoltre, vista l'apertura di Legacoop che proprio il mondo cooperativistico sia pronto a trovare un accordo con lo stesso Zottola e a stringere un patto quindi con i suoi sostenitori: Confcommercio, in primis e Confindustria oltre
a Cna. In questo contesto resterebbero fuori, appunto, Federlazio, Coldiretti, Confagricoltura e Cia oltre a Confesercenti i cui posti nel precedente Consiglio camerale erano frutto di un accordo con Confcommercio che oggi, allo stato attuale e viste le fratture, probabilmente non sarà più sottoscritto.
Attualmente le elezioni sono bloccate e la Regione non potrà formalizzare il via alla fase per l'elezione del presidente fino a quanto non si conoscerà l'esito del ricorso al Tar (che ha concesso una sospensiva sugli atti) presentato da Assomercati che contesta l'esclusione dei propri rappresentanti operata dal commissario Autieri. Esclusione su cui
dovrà pronunciarsi il Consiglio di Stato visto che la Camera di commercio, ritenendo di stare nella ragione, ha chiesto l'intervento del massimo organismo per le controversie amministrative.
Zottola ha comunque mostrato segnali di apertura nei confronti degli altri rappresentanti dei vari sodalizi anche se ha confermato che il suo è un accordo «tra le
più grandi organizzazioni».
Sintomo che l'ex presidente punta a una riconferma senza se e senza ma che vedrà
della partita solo chi vorrà accettare determinate condizioni. Le cifre parlano chiaro.
Daniele Vicario