Pensaci un attimo: gli agnellini ci ispirano tenerezza quando li vediamo, eppure a un mese di vita vengono strappati alle madri, costretti a lunghi viaggi terribili ed estenuanti su TIR strapieni, per arrivare a un lurido macello in cui gli animali terrorizzati vengono immobilizzati, storditi, appesi a un gancio per una zampa, e lasciati dissanguare. Prima di essere appesi sentono l’odore del sangue e le urla di terrore dei loro compagni. Tutto questo, perché? Solo perché a molti piace mangiarli! Non potrebbe esistere un motivo più futile per sottoporre questi cuccioli a tanta sofferenza, e alla morte. Ogni anno a Pasqua vengono uccisi 900 mila tra agnelli, capre e pecore. Animali che arrivano quasi tutti dai paesi dell’est, con lunghi “viaggi della morte”, stipati in camion in condizioni insostenibili (molti arrivano al macello più morti che vivi) e mai sottoposti a controlli. Non mangiare nessun animale, gli animali sono tutti uguali, uguali al cane o gatto che hai a casa o che conosci dai tuoi amici. Tutti provano sentimenti: paura, dolore, ma anche gioia, affetto, amore. Non c’è giustificazione per ammazzarli. Impara come iniziare passo-passo un’alimentazione “senza crudeltà” dal sito: www.vegfacile.info. Così la tua Pasqua sarà davvero “buona”. Campagna sostenuta da: Telegolfo News. TU puoi fare la differenza! Non mangiare agnello a Pasqua! Campagna promossa da www.agireora.org.
La Pasqua sarà davvero “buona” solo se si elimina la crudele usanza di ammazzare i giovani agnellini!
Prima novità Toyota per il 2009: la IQ
L’ANTISMART GIAPPONESE
TORTORETO LIDO – Il 17 gennaio 2009 sarà da molti ricordato per la fine del monopolio della Smart nel settore delle ultrapiccole per la città. Infatti in questa data viene commercializzata ufficialmente in Italia, quella che a ben dire si può definire l’anti smart: la Toyota IQ. Questa microvettura giapponese è equipaggiata con un solo motore 1000 a benzina da 68 cv. La rivoluzione IQ prende il via dalla linea esterna, compattissima (l’auto è lunga appena 299 cm), ma che rende perfettamente l’idea di un auto di sostanza, una vera vettura e non un “giocattolino senza verve”. Avveniristico il frontale, muscoloso e massiccio, con i fari grandi che seguono l’inclinazione del cofano. Mentre il posteriore è anch’esso caratteristico, con il bel lunotto vetrato, i fari verticali rettangolari, e il paraurti bombato. La rivoluzione già marcatamente espressa all’esterno, prosegue all’interno. Infatti internamente le soluzioni stilistiche e funzionali sono all’avanguardia. La prima novità che salta all’occhio è la presenza di 4 posti (3 per adulti e 1 per un bambino) in soli 299 cm: un vero record. Poi vi sono ulteriori soluzioni stilistiche che permettono questa novità: la presenza al posto del cassettino portaoggetti di una busta sottile imbottita che può diventare comoda e pratica pochette da staccare dall’auto e portare in giro, la presenza di portaoggetti e doppi fondi che permettono di nascondere oggetti voluminosi e non. Analizzando da vicino la costruzione della plancia notiamo una buona qualità dei materiali usati, un piacevole e giovanile bicolore, e una organizzazione dei comandi assai razionale, in linea con il carattere “intelligente
e furbo” della IQ. Sportivo e grintoso è il volante mentre facile da leggere e ben retroilluminato è il quadro strumenti. Ed ora il momento test drive. La IQ guidata è stata la 1000 Cambio Automatico da 13800 €. La Smart da oggi ha una nuova agguerritissima contendente per lo scettro della categoria delle microauto da città: la Toyota IQ. Quest’auto incarna a meraviglia lo spirito che la Smart ha portato con se di auto piccola e completa. Ma la IQ aggiunge un qualcosa in più: la presenza di 4 posti contro i 2 della Smart, in soli 299 cm di lunghezza (un vero record per il settore). Il comportamento stradale è da cittadina purosangue, maneggevolissima (lo sterzo preciso e soprattutto la compattezza sono doti in più nei parcheggi), molto parca nei consumi grazie al 1000 3 cilindri, montato anche sulla Aygo, che le permette di fare circa 24 km/l. Da sottolineare inoltre la perfetta insonorizzazione interna e soprattutto la precisione del cambio automatico CVT che rende la guida fluida. Infine un prezzo unico 13600 € sia per la 1000 con il cambio manuale che per quella con il cambio automatico (Benzina).
Bruno Allevi
SINDACI UDC CHIEDONO A ZACCHEO RIUNIONE STRAORDINARIA CONFERENZA PER LA SANITA’
Le decisioni che il Governatore Marrazzo sta attuando in campo sanitario in qualità di commissario ad acta per la realizzazione del vigente piano di rientro dei disavanzi del settore sanitario – si legge nel testo della lettera inviato dai sindaci a Vincenzo Zaccheo - destano forte preoccupazione sia nei cittadini che negli operatori del settore. Con il decreto n. 43 del 17 novembre 2008, concernente la riqualificazione della rete ospedaliera e potenziamento dell´offerta territoriale nella regione Lazio, sono state prese decisioni importanti che impostano nella provincia una politica di deospedalizzazione di immediata attuazione, con la riduzione di posti letto, e, nel contempo, con esse vengono proposte linee di riconversione, con un potenziamento dell´assistenza intermedia e di base sui cui tempi di operatività non si hanno previsioni sufficientemente precise.
In particolare gli interventi decisi riguardano: la riallocazione in provincia di 90 posti letto per acuti di cui 60 presso l´Ospedale di Latina Nord per il potenziamento del DEA di II livello e 30 per attività medico chirurgiche, quale supporto alla riconversione delle case di cura della provincia; il ridimensionamento di 50 posti letto presso l´Istituto Traumatologico Ortopedico di Latina, finalizzata al rafforzamento del DEA di II livello di Latina; la riconversione dell´Ospedale di Priverno in Presidi Territoriali di Prossimità (PTP) con 20 posti letto di degenza infermieristica, posti residenza in RSA, punto unico di accesso integrato con i servizi sociali dell´ente locale, ambulatorio infermieristico, specialistica ambulatoriale, day service, assistenza domiciliare integrata, centro diurno per anziani fragili, distribuzione farmaci, postazione 118; altri PTP da attivare nel distretto LT1 a Villa Silvana e nel distretto LT5 presso l´ospedale di Gaeta; la Casa di Cura S. Marco i cui posti letto vengono correlati alle attività dell´ospedale di Latina nonché alla attività day surgery polispecialistico, con contemporanea attivazione di posti hospice; la Casa di Cura Villa Azzurra con la proposta per la riconversione in RSA e riabilitazione ex art. 26, in considerazione che nella ASL della provincia
vi è una carenza di 571 posti letto per tale tipologia assistenziale.
Secondo i sindaci UDC “uno dei motivi di perplessità nei riguardi di queste decisioni è rappresentato dal fatto che questi interventi sono stati presi al di fuori di un Piano Sanitario Regionale che non solo non è stato approvato , ma il cui studio preliminare, predisposto dalla Agenzia per la Sanità del Lazio, senza quella necessaria consultazione di sindacati , associazioni rappresentative, università e, soprattutto enti locali, risulta accantonato senza che sia stato proposto altro documento. In base a quanto esposto – proseguono – riteniamo che vi siano tutte le condizioni affinché venga convocata una riunione straordinaria della Conferenza per la Sanità prevista dagli articoli 12 e 13 della Legge Regionale n. 18 del 1994.” Come previsto dalla norma regionale tale Conferenza dispone di specifiche competenze in ordine alla politica sanitaria territoriale e, tra l´altro, specificatamente definisce, nell´ambito della programmazione regionale, le linee di indirizzo per l´impostazione programmatica delle attività dell´azienda unità sanitaria locale e ne verifica l´andamento generale; contribuisce alla definizione dei piani programmatici dell´azienda unità sanitaria locale; trasmette le proprie valutazioni e propri suggerimenti al direttore generale e alla Giunta regionale che sono tenuti a fornire entro trenta giorni risposta motivata.
Per i sindaci Udc “siamo infatti in presenza di decisioni che modificano sensibilmente la programmazione aziendale anche rispetto all´aggiornamento dell´Atto Aziendale predisposto dalla AUSL di Latina il 16 maggio del 2008. Riteniamo, inoltre, che questa iniziativa deve finalizzarsi al recupero di uno specifico ruolo che i comuni posseggono nella politica sanitaria e che avrebbe dovuto obbligare il commissario Marrazzo a prendere le sue decisioni dopo una concreta consultazione delle conferenze locali per la sanità che non solo dovevano essere preventivamente informate delle decisioni che si intendevano adottare, ma avrebbero potuto dare quei suggerimenti e quelle indicazioni cui fa riferimento l´art. 13 della Legge Regionale n. 18 del 1994.”
“Condivido e sostengo in pieno la richiesta avanzata dai sindaci Udc della nostra provincia di una riunione straordinaria della conferenza per la Sanità - ha dichiarato il segretario provinciale dell’Udc Michele Forte - perché ritengo che le decisioni prese da Marrazzo stanno declassando la sanità della nostra provincia in modo preoccupante. E’ ora che i politici del nostro territorio si sveglino e tornino a mettere al centro del dibattito politico questioni che interessano direttamente e concretamente la vita dei cittadini. Si parla tanto di Pd, di Pdl, di futuri scenari politici, ma ci si dimentica della realtà quotidiana e del fatto che mentre si discute di ‘aria fritta’, diversi ospedali della nostra provincia vengono chiusi, interi reparti vengono dimezzati, cala l’offerta di assistenza sanitaria, e tanti lavoratori perdono il proprio impiego.” “ Tutto questo – precisa Aldo Forte, capogruppo regionale dell’Udc - senza che tali decisioni abbiano avuto alcun effetto positivo in termini di riduzione della spesa sanitaria. E’ ormai conclamato che il disavanzo di questo settore tra il 2006 e il 2008, al netto degli extragettiti fiscali, non solo è rimasto intorno ai 2 miliardi di euro, ma che la spesa sanitaria è addirittura in costante crescita. E allora – continua Forte – è ora che i territori interessati dalla ‘mannaia’ di Marrazzo alzino la testa e facciano sentire la loro voce, perché hanno il diritto e gli strumenti per farlo. A cosa serve chiedere sacrifici ai cittadini se poi questi non danno i risultati auspicati?” Per il sindaco di Aprilia Santangelo e il Delegato alla Sanità, Dino Taibbi, che lamentano la grave carenza di strutture sanitarie all’interno del loro comune “dobbiamo impedire che i provvedimenti presi dal commissario ad acta vengano calati dall’alto senza un minimo di confronto con il territorio. Altrimenti saremmo poi costretti a dire che ‘chi è causa del suo mal pianga se stesso’ e noi dell’Udc non vogliamo che si arrivi a questo.”
Per il Sindaco di Lenola, GianBattista De Filippis, risulta essenziale garantire il potenziamento dei servizi espletati all’interno dell’Ospedale di Fondi assicurando cosi una assistenza dignitosa a tutti gli abitanti del comprensorio.
Per i sindaci di Formia e Castelforte la situazione è anche peggiore “Constatiamo il verificarsi, nel territorio del sud pontino, di continui disservizi dovuti a chiusure e accorpamenti di reparti che stanno determinando uno scadimento per qualità e quantità dei servizi assicurati ai cittadini. A tutto ciò non fanno riscontro notizie positive circa la realizzazione dell’Ospedale del Golfo. A tal proposito ci era stato assicurato l’esistenza di un finanziamento di 100 milioni di euro, l’esistenza di un’area sulla cui ubicazione e consistenza non c’e chiarezza, l’avvio di una progettazione o concorso di idee di cui non si ha conoscenza. Si tratta di segnali scoraggianti che non aiutano a guardare con fiducia al futuro.”
SU TELECAPRI IL TRADIZIONALE BRINDISI DI MEZZANOTTE
DA PIAZZA DEL PLEBISCITO DI NAPOLI
La magica notte di capodanno da Piazza del Plebiscito di Napoli in diretta su Telecapri.
L’emittente dei faraglioni trasmetterà la manifestazione che precede e segue il tradizionale brindisi di mezzanotte da uno dei luoghi più suggestivi della città.
La lunga diretta , presentata da Cinzia Profita con le “incursioni” di Teresa Iaccarino per le interviste ai protagonisti della manifestazione, inizierà alle ore 22,30 con la esibizione dei “Capone Bungt Bangt” che daranno il via ad un viaggio tra suoni e colori dalla Piazza.
Con Maria Nazionale, particolare interprete della passione e della forza di Napoli, si attenderà lo scoccare della mezzanotte per il tradizionale brindisi.
A seguire alcune fasi del concerto di Daniele Silvestri, con la sua musica graffiante e mai scontata.
“Ancora una volta Telecapri protagonista del capodanno napoletano”, sottolinea il direttore di Telecapri Costantino Federico. “La nostra emittente - aggiunge Federico - si caratterizza per il suo forte legame con la città e con gli avvenimenti che caratterizzano il territorio campano. Telecapri sarà sempre al fianco di chiunque è impegnato nel rilancio della tradizione, della cultura, dei costumi che sono patrimonio indistruttibile di Napoli e di tutto il territorio campano”.
Telegolfo Motori:Seconda generazione per la piccola di casa Ford
KE KARINA LA KA
TERAMO – A breve distanza dalla commercializzazione della Fiesta, la Ford rinnova anche la sua utilitaria sbarazzina e giovane: la Ka. La piccola Ford, che nata nel 1997, ha avuto molto successo grazie alla sua linea giovanile e particolare, è giunta alla sua seconda generazione. La vettura tedesca è equipaggiata con un motore benzina (1200 da 69 cv) e un motore a gasolio di origine Fiat (1300 TDCI da 75 cv), negli allestimenti Plus e Titanium. La nuova Ka nella forma non ha più nulla a ché spartire con l’auto che destò molto clamore 11 anni fa, per la sua linea tondeggiante e anticonformista. La seconda generazione (lunga come la precedente, ma più alta di 12 cm), infatti, è frutto di un accordo fra Fiat e Ford (la Ka e la 500 hanno lo stesso pianale, gli stessi motori, e escono dalla stessa fabbrica in Polonia). La linea è briosa e giovanile, molto moderna, il corpo vettura è compatto e dalle forme gradevoli. “Kinetico” in linea con il Ford Kinetic Design è l’anteriore (grandi fari a palpebra allungata e paraurti a fascia), mentre sportiveggiante e slanciato è il posteriore (belli i fari allungati, che riprendono nella forma i proiettori anteriori).
Internamente la Ka 2, rispecchia la gioiosità dell’esterno. L’abitacolo è quello compatto di una utilitaria, un po’ sacrificato dietro chi è alto di statura, a causa della bombatura della coda. La qualità dei materiali è degna di una Ford, così come la tecnica costruttiva. Analizzando la plancia notiamo uno sfizioso bicolore molto giovanile, la consolle centrale direttamente derivata da quella della Panda e della 500 (ha il cambio in plancia), mentre il quadro strumenti, anch’esso dal design particolare (ha una cornice ondeggiante), è completo di tutto e ben leggibile in qualunque situazione. Ed ora il momento solito della prova su strada. La Ka provata è stata la 1200 Titanium da 13156 €. La nuova Ka vuol continuare con la tradizione di auto sbarazzina e fatta apposta per i giovani. Tradizione che ha portato la prima generazione, in listino dal 1997, a trasformarsi, adeguandosi, nella seconda generazione, in commercio da questi giorni in Italia. Su strada la Ka è la tipica vettura cittadina, molto maneggevole (si parcheggia in pochissimo spazio), pratica e facile da guidare, con un bagagliaio sufficiente per la spesa di tutti i giorni. Il 1200 della versione provata, è un motore economo, silenzioso e molto parco nei consumi, doti che non guastano in una piccola cittadina come la Ka. Infine i prezzi: si va da 9750 € della 1200 Plus ai 11000 € della 1200 Titanium (Benzina); si va da 11000 € della 1300 TDCI Plus a 12250 € della 1300 TDCI Titanium (Diesel).
Bruno Allevi
Formia:Decrescita felice, filiera corta e GAS (Gruppi di Acquisto Solidale)
Contro la crisi una soluzione che guarda al futuro
Non c'è dubbio, qualcosa sta cambiando. Ormai la parola crisi, più volte ricorrente nella storia dell'economia moderna, ha assunto un aspetto pratico, reale, concreto e ci si interroga sul perché e su come affrontarla.
Alla base però di qualsiasi pensiero ci deve essere la consapevolezza che la ricchezza dell'uomo è legata esclusivamente alla risorse naturali (purtroppo limitate) e alla sua capacità di sfruttarle. Qualsiasi ipotesi di sfruttamento senza limiti, centrata sull'idea di crescita e di sviluppo socio-economico al di fuori di qualsiasi legge naturale, si rivelerebbe sistematicamente fallimentare.
La povertà, la crisi dei consumi, l'inquinamento, le catastrofi ambientali, lo stress, le malattie, la perdita dei valori, il terrorismo, le guerre, i cambiamenti climatici, sono tutte facce di una stessa medaglia. E allora come uscire indenni da questa crisi? Con semplici riflessioni sul perché della crisi è possibile trarne delle soluzioni. Soluzioni lungimiranti, che guardano al futuro con un occhio critico ma consapevole che il declino dell'attuale società dei consumi è imputabile al modello stesso di società.
Qualcuno propone la Decrescita felice, intesa come alternativa a questo sistema basato esclusivamente sulle crescita sfrenata dei consumi e sull'aumento del PIL.
Ma chi dice che senza crescita si vivrà peggio?
Purtroppo attualmente ci si è abituati a parlare di Prodotto Interno Lordo, spesso senza nemmeno saperne bene cosa misuri. Non serve essere degli economisti per dire che questo non è più adeguato. Non è più pensabile di crescere i consumi senza tenere in considerazione la qualità della vita e dell'ambiente. L'idea di crescita presuppone sfruttamento di risorse illimitate, con l'inevitabile conseguenza di aumentare la produzione di scarti, rifiuti e inquinamento.
Tutto questo è assurdo. Le case sono piene di oggetti, spesso inutili, le discariche piene di rifiuti, spesso riutilizzabili e riciclabili, e le strade piene di auto, spesso parcheggiate. Non serve il clima ad avvisare l'avvento di un cambiamento radicale, basta guardarsi intorno e interrogarsi se è possibile cambiare: ridurre invece di crescere.
La Decrescita non è regressione ma significa ben altro. Alla base del pensiero c'è il ritorno ad una dimensione più umana più vicina alle esigenze e ai cambiamenti del territorio. Decrescita vuol dire rallentare, avere più tempo, guadagnare meno ma spendere meno, in una nuova società dove non viene tutto mercificato. Decrescita è la riscoperta dei valori familiari, della convivialità, del dono e dello scambio, della cooperazione e del volontariato. Decrescita è riduzione dei consumi e degli sprechi, dell'autoproduzione. Decrescita è valorizzazione delle economie agricole e del commercio su scala locale. Decrescita è abbandono di una logica di schiavitù consumistica che è alla base di una perenne insoddisfazione
Una rivoluzione che parte da basso, coinvolge tutti da subito che, anche se a piccoli passi, può dare risultati (non tutti monetizzabili) immediati.
Decrescita quindi felice per dare più valore all'uomo, alla natura, alla qualità della vita.
Saranno questi i temi centrali dell'INCONTRO PUBBLICO che si terrà Formia domenica 28 organizzato dall’Associazione Cittadini del Golfo e il gruppo locale di Fare Verde.
Quale periodo migliore per parlare se non durante le festività natalizie, dove sprechi e consumi a queste associati partano a più immediate riflessioni.
Tra gli invitati che interverranno ci sarà il Massimo de Maio Presidente Nazionale di Fare Verde, nonché consigliere nazionale del Movimento della Decrescita Felice.
Parleremo inoltre dei GAS e della possibilità di creare gruppi d’acquisto nell'area del Golfo di Gaeta. Il cambiamento parte dal carrello della spesa, dietro piccoli gesti quotidiani si nascondono problemi di portata planetaria: inquinamento, spreco di risorse non rinnovabili, sfruttamento dei minori e dei lavoratori.
I GAS sono lo strumento capace di avvicinare produttori e consumatori, risparmiando e garantendo condizioni di lavoro più eque, la qualità e la provenienza locale dei prodotti, oltrepassando intermediari e le grosse catene di produzione e di vendita. Una scelta di rete commerciale che fa del concetto di solidarietà il criterio guida. Solidarietà che parte dai membri del gruppo e si estende ai piccoli produttori che forniscono i prodotti, al rispetto dell’ambiente, ai popoli del sud del mondo e a coloro che - a causa dell’ingiusta ripartizione delle ricchezze - subiscono le conseguenze inique di questo modello di sviluppo.
Il gruppo d’acquisto permette inoltre di non agire da soli nella personale critica al consumo attraverso alla ricerca di un’alternativa praticabile da subito, scambiandosi esperienze ed appoggio.
La Decrescita verso nuove possibilità di consumo e di occupazione.
L'incontro ha quindi l'obiettivo di coinvolgere i cittadini, ma anche i piccoli imprenditori locali che vogliono entrare a far parte della rete dei GAS.
Tutti sono invitati a partecipare
Domenica mattina 28 dicembre - ore 10.30
nella sala Officina Culturale in p.tta Municipio a Formia
Per info e contatti:
Associazione cittadini del Golfo: Fare Verde Gruppo locale Formia:
Premiati sabato i due giovani fondani!
Da www.virtusbasket.com
CAPPIELLO E COLABELLO ATLETI DELL'ANNO!!!
Sabato 20 dicembre a Fondi si è svolta una manifestazione per premiare lo sportivo dell’anno. Stupenda serata di sport con molti atleti fondani presenti all'evento, tra questi per la Virtus Basket è stato premiato Dario Cappiello, il giovane play classe ’88 che dopo due anni a Fabriano oggi è uno dei migliori giovani dell’intera serie C2 mentre per la Virtus Seger a ricevere il premio è stata Ursula Colabello classe ’91 che dopo aver svolto la trafila del minibasket e parte delle giovanili con la Virtus approda nelle giovanili della Coconuda Maddaloni in A1 e successivamente in prima squadra a Cervia in A2 dove si sta mettendo in mostra come una delle più promettenti giovani dell’intero panorama cestistico nazionale. Felice la società per la premiazione dei due giovani ma soprattutto perché è arrivato un altro segnale di quanto bene si sta lavorando con i giovani.
Natale 2008:Da parte di Partenia di Formia
0
Con i pastori davanti alla capanna di Betlemme
per contemplare Gesù, simbolo dei non accolti
e per una chiesa povera, fragile.
Carissime amiche, carissimi amici,
eccoci ancora una volta a vivere nella fede l’evento della nascita di Gesù e sento il bisogno di riflettere, piangere, pregare e sognare assieme a voi.
Idealmente con i pastori davanti alla capanna di Betlemme riconosciamo in Gesù il Dio che ci propone sempre cammini inediti per riconoscere la sua presenza tra gli esclusi.
Gesù, l’Emmanuel, entrando nella nostra storia, non trova una “casa” per sé
e, nascendo in una capanna, viene riconosciuto dai pastori, dagli esclusi,
e diventa così compagno di viaggio di tutti gli esclusi della storia.
Vivendo il Natale di Gesù siamo invitati ad educarci sempre di più al “nuovo” del vangelo, per una testimonianza sempre più forte a quel Gesù che, rifiutato e calpestato dai potenti e costretto a nascere in una capanna, fuori dalla città, come uno dei tanti esclusi, è diventato fratello, compagno, amico di una infinita schiera di esclusi che ha attraversato la storia dei tempi passati e che sta attraversando fortemente la nostra storia.
Gesù ‘Emmanuel’, il Dio con noi, entrando nella nostra storia, non trova una casa, un luogo accogliente dove nascere, come tanti “rifiutati” oggi (extracomunitari, poveri, emarginati, disabili) che non riescono a vivere l’accoglienza, l’ospitalità, la condivisione nella nostra società e nelle nostre comunità parrocchiali e religiose.
Contemplando la capanna e Gesù nella mangiatoia con Maria e Giuseppe, penso ai tanti come loro che giornalmente non trovano accoglienza, che non hanno un tetto, un rifugio, un riferimento. Gesù, Maria e Giuseppe sono oggi il simbolo degli erranti, degli inascoltati, dei non accolti.
Mi diceva una signora, già volontaria nella “Caritas” di S. Giovanni in Formia,: “vado riflettendo sempre di più e con amarezza che i poveri nessuno li vuole perché danno fastidio. Non si tratta di fare per i poveri, è necessario essere con i poveri”.
La comunità “Emmanuel” di Formia, per nascere a una nuova forma di servizio,
pretende dal potere civile e ottiene per sé una bella e grande “villa”,con piscina e discesa a mare.
Essa diventa così non la ‘comunità degli esclusi e degli emarginati’,
come Gesù chiedeva di essere ai suoi discepoli,
ma una comunità che emargina, esclude e rifiuta..
La comunità “Emmanuel” di Formia, per nascere ad una più incisiva forma di presenza nel territorio, chiede all’Amministrazione Comunale, con la mediazione dell’allora Arcivescovo di Gaeta Mons. Pierluigi Mazzoni, la villa di Acquatraversa, sequestrata alla camorra e di proprietà dei cittadini formiani.
La ottiene in forma ‘diretta’ attraverso un accordo di vertice politico-ecclesiastico escludendo le altre associazioni di volontariato, anche cristiane, e “scippa” la villa alla città, alle altre associazioni che da anni lavorano con i disabili nel più rigido precariato e con enormi sacrifici, agli stessi disabili e ai loro familiari, allargando così il fossato tra la comunità e la lunga schiera degli esclusi.
La comunità “Emmanuel” diventa così una comunità elitaria, privilegiata, di potere, che smentisce nei fatti ciò che va predicando con le parole, una comunità che risponde con l’assordante silenzio alle numerose richieste di incontro e di dialogo. Il silenzio è scandaloso per un cristiano chiamato a vivere il vangelo del dialogo, dell’amore e della condivisione. Il silenzio offende i poveri ed è segno di omertà e di complicità.
Con questa operazione la comunità rifiuta Gesù l’Emmanuel che, nella persona dei poveri e degli esclusi, bussa alla porta della villa per essere accolto, ascoltato e compreso.
E la comunità vive beata nella bella villa facendo festa al suo interno (come il ricco Epulone), ‘ottenendo ancora una volta per sé contributi regionali per svolgere al meglio la propria attività’, e non si accorge che fuori tanti e tanti esclusi (i nuovi poveri, i nuovi Lazzaro) piangono perché emarginati, ghettizzati e rifiutati non solo dall’Amministrazione Comunale, ma anche dalla chiesa locale.
Perché privilegiare alcuni disabili regalando strutture e concedendo finanziamenti regionali e poi fare l’elemosina ad altri disabili facendoli vivere in situazioni di estrema precarietà? Questo favoritismo uccide l’etica, rende disuguali i disabili, fratelli prediletti di Gesù, e uccide l’uguaglianza dei cittadini.
E poi si parla di consulta per i disabili…. di presenza dei disabili, come uditori e senza diritto di parola, nelle commissioni consiliari….di Piano di Zona….
Il sindaco Michele Forte un giorno ebbe a dire: “L’obiettivo di questa Amministrazione è la tutela degli interessi collettivi e non dell’interesse di pochi”.
Purtroppo i fatti smentiscono le parole e le parole perdono il loro significato.
Piango per il comportamento non evangelico della comunità “Emmanuel”:
un comportamento che grida vendetta al cospetto di Dio.
Mi chiedo se la comunità “Emmanuel”, don Vittorio Valerio, l’Arcivescovo, i sacerdoti, tutta la chiesa diocesana, tutti si rendono conto della sofferenza che tale comportamento ha provocato e continua a provocare in tanti cittadini formiani.
Mi chiedo se la comunità “Emmanuel”, don Vittorio Valerio, l’Arcivescovo, i sacerdoti, tutta la chiesa diocesana, tutti si rendono conto del grave scandalo provocato ai deboli, ai disabili. Gesù ci ammonisce severamente: “Guai a chi scandalizza i piccoli”.
Ho vissuto intensamente, da studente in teologia prima e da sacerdote poi, la ricchezza di umanità del Concilio Vaticano II°, l’apertura alle aspirazioni di ogni donna e di ogni uomo, le speranze di dialogo e di comunione che ho assaporato nella mia vita di impegno e di servizio nella Comunità di Animazione Cristiana in Formia.
Le parole della “Gaudium et Spes” sono state e continuano ad essere un faro nella mia vita: “Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore.”
Cosa rimane di tutto questo, dopo la scandalosa acquisizione della villa?
Perché sfigurare così il messaggio di Cristo con una prassi non evangelica e politicamente scorretta?
Piango, non per me, piango per i molti disabili formiani umiliati ed esclusi, senza alcuna colpa, da progetti che li dovevano riguardare.
Piango per le molte famiglie dei disabili che si trovano coinvolte, loro malgrado, in un percorso di emarginazione e di esclusione solo perché non hanno ‘padrini o protettori’ in alto.
Ancora di più piango per le tante persone che, per il comportamento non evangelico di alcuni sacerdoti e di alcune comunità religiose, si allontanano dalla chiesa perché non trovano in essa la coerenza tra il proprio vissuto e il messaggio di salvezza di Gesù Cristo, la Buona Notizia che Dio è amore.
Un grido di preghiera
perché la comunità “Emmanuel” si converta al vangelo della povertà e dell’accoglienza,
e l’Amministrazione Comunale difenda i diritti di tutti i cittadini più deboli.
Credo in Gesù sforzandomi di vivere la fede in Dio – l’Abbà di Gesù -, un papà che ama come una madre amorosa, la fede in un mondo da trasformare e la fede in noi come persone, alle quali egli affida la missione di testimoniare con la nostra vita il suo amore.
E così mi rivolgo a Dio – Abbà - gridandogli: quando finirà tutto questo? Quando finirà questa notte nera e asfissiante di una parte della chiesa che non riesce più a farsi ascoltare perché in contraddizione con se stessa e con il proprio comportamento?
Quando finirà questa notte nera e asfissiante, in cui anche la fiammella della fede vacilla?
E quando inizierà a splendere la luce di Gesù bambino sulla città di Formia e si potrà finalmente ascoltare il canto degli angeli sulle tante grotte della nostra città: “Gloria a Dio e pace agli uomini”?
Prego davanti alla grotta di Betlemme assieme ai pastori che riconoscono in quel bambino il Dio per il riscatto degli ultimi, dei poveri, dei sofferenti.
E passano nella mia mente, come in un film, i tanti disabili, i tanti familiari che vivono un’esperienza di vita in altre strutture e che vengono accolti con grande sacrificio, con grande difficoltà e in situazioni di estrema precarietà.
Prego per Anna Maria, Anna, Graziella, Giuseppina, Virginia, Daniele, Emanuele, Tonino, Antonio, Francesco Eugenio, Giuseppe, Gianni, Vincenzo e per tanti altri che adesso non mi sovvengono i nomi, ma che sono tutti presenti nel mio cuore e nella mia ansia e sono convinto anche presenti nell’amore di Gesù.
E mi domando: non deve la chiesa diocesana vivere la testimonianza a Gesù nella città di Formia attraverso una totale accoglienza verso tutti i disabili e verso tutti quelli che vivono in situazioni di emarginazione e di esclusione?
Perché allora privilegiare alcuni e alcune strutture e chiedere per sé privilegi? Non si cancella così il diritto che Gesù, fratello e amico, ha garantito a tutti i poveri: il diritto ad una vita piena?
Chiedo alla chiesa diocesana di non dimenticare don Luigi Marchetta,
un profeta per il nostro tempo, un testimone di una chiesa povera tra i poveri
che si compromette totalmente con gli esclusi della storia.
Ho avuto la fortuna e la gioia di essere stato fratello e amico di un grande profeta, don Luigi Marchetta, e sento l’intimo bisogno di esprimere e di rafforzare nella fede questa fraternità.
In lui ho incontrato un fratello, un amico pronto ad accogliermi con grande delicatezza. Con lui ho imparato a vivere la gioia della presenza di Gesù che non emargina, che non condanna, ma che accoglie tutti nel suo immenso amore.
Il suo essere sacerdote, autentico testimone dell’amore di Gesù, lo ha portato ad essere sempre presente nei luoghi di sofferenza, di dolore, di angoscia. Tutti hanno trovato in lui accoglienza, ascolto, comprensione, condivisione. Quante lacrime ha saputo raccogliere nel silenzio della sacrestia!
Le famiglie che vivevano un’esperienza di dolore, per la perdita di un loro caro, hanno vissuto sempre la sua sollecita presenza nelle loro case per consolare e condividere il loro dolore. E’ stato uomo di consolazione.
La Casa Famiglia “L’Arcobaleno” è stata un suo sogno realizzato con fatica ma con amore, un suo sogno interrotto tragicamente e incomprensibilmente con la sua morte.
E’ stato uomo dell’annuncio evangelico per i poveri e per le loro misere condizioni di vita.
E’ stato testimone di Gesù tra gli esclusi pur nell’incomprensione di molti dei suoi stessi confratelli: alcuni sacerdoti non l’hanno compreso e lo hanno fatto soffrire.
Quante lacrime ho dovuto asciugare sul suo volto a causa del comportamento di alcuni sacerdoti nei suoi confronti e di altri sacerdoti che non hanno avuto nemmeno la delicatezza evangelica di rendergli visita durante la malattia!
Ma lo ha amato la gente, la gente umile, la gente semplice, la gente povera. Quante lettere ha ricevuto dalle persone che gli hanno voluto bene e gli hanno espresso tutto il loro amore!
La sua malattia è stata un forte magistero d’amore che ha fatto crescere nella fede e nella carità la sua comunità alla quale ha insegnato a vivere la malattia con serenità.
E’ stato maestro nel dolore vissuto serenamente in unione con Gesù, come nell’orto degli ulivi: stanco, esausto, ma pieno d’amore e di dolore per le amiche e gli amici che stava per abbandonare. E’ stato uomo delle beatitudini.
Desidero concludere questo ricordo vivo di don Luigi con un brano significativo di una lettera che una ragazza (Lauretta) gli aveva scritto dopo la sua scomparsa: “Carissimo don Luigi… a volte ti sento accanto… soprattutto quando vedo una farfallina bianca penso che mi stai guardando e non mi lasci mai sola…. Ricordo che una volta mi hai detto: ‘Un giorno quando ti vedrò ti correrò incontro, ti abbraccerò e ti bacerò, e insieme faremo una festa grandissima’….Ti voglio bene, caro amico don Luigi”.
Questo è stato e continua ad essere don Luigi per chi gli ha voluto veramente bene e continua ad amarlo.
E chiedo alla chiesa diocesana e ai sacerdoti impegnati a Marina di Minturno di non far cadere la profezia vissuta e annunciata da don Luigi: è necessario che egli continui a vivere nella sua comunità e continui ad alimentare la fede e l’amore dei suoi parrocchiani e della sua diocesi.
Nasce a Formia “Partenia” una Comunità Cristiana di Base on-line
per dar vita ad una comunità fraterna e conviviale
nello spirito dell’accoglienza e dell’ascolto.
Nasce a Formia per mia iniziativa la Comunità Cristiana di Base “Partenia” on-line: uno spazio di incontro e di dialogo virtuale, uno spazio in cui tutti possiamo reclamare la libertà di parola, il diritto alla diversità, il rispetto della dignità di ciascuno, la democrazia e lavorare perché questi possano essere sempre di più valori appartenenti a tutti, ma proprio a tutti. Qui non esistono verità assolute, ognuno può avere la sua, e perché non parlarne con le amiche e con gli amici che abitano virtualmente a Partenia?
Di questa diocesi non si sa praticamente nulla: né sulla sua data di nascita e neppure sulla sua esatta localizzazione. Inutile recarsi sul posto oggi: essa è scomparsa sotto le sabbie.
All’epoca di Sant’Agostino (IV secolo) Partenia figurava nella “Mauritania Sitifiana”, in altri termini nella regione di Sétif, sugli altipiani dell’attuale Algeria.
Dal momento che Partenia non esiste più, essa diventa il simbolo di tutti coloro che nella società come nella chiesa hanno la sensazione di non esistere più. E’ un’immensa diocesi senza frontiere in cui il sole non tramonta mai.
Dal 1995 Partenia ha un nuovo vescovo: Jacques Gaillot.
“Partenia” è per me una scommessa e un’avventura, rappresenta la voglia di raccontarci e di raccontare
l’avventura della solidarietà e della condivisione con gli esclusi,
l’avventura di chi crede che un mondo diverso è possibile,
l’avventura di chi guarda il mondo con gli occhi dei poveri.
Per chi vuole iniziare con me questa meravigliosa avventura ecco il sito di Partenia: www.partenia.it.
Per iniziare un dialogo comunitario a più voci ecco l’e-mai: info@partenia.it.
Ho un sogno…. sogno tutte le realtà, impegnate a vivere
e a condividere con i più deboli della nostra città,
camminare insieme dandosi per mano
e tutte verso la stessa direzione del servizio e dell’accoglienza.
Se Gesù vivesse oggi, scuoterebbe tutti i responsabili della chiesa ricordando che la loro missione riguarda tutti, ma proprio tutti.
La chiesa non deve dedicarsi a un vissuto narcisistico pensando solo ai propri ‘fedeli’, bensì deve guardare oltre i confini della propria istituzione.
Sogno una chiesa che viva in povertà e umiltà, che non dipenda dai poteri di questo mondo, che dia spazio alle persone capaci di pensare in modo più aperto, una chiesa che infonda coraggio, una chiesa giovane che non emargini e non escluda, una chiesa che includa tutti, che sappia accogliere l’altro, chiunque esso sia, e tutti abbracci nell’amore misericordioso di Gesù l’Emmanuel.
E sogno un’Amministrazione Comunale che serva tutti i cittadini e rivolga la sua attenzione a tutti i cittadini più deboli, ma proprio a tutti, senza escludere chi pensi non sia dalla sua parte politica e senza privilegiare alcuni ed emarginare altri.
Sogno il giorno in cui tutti insieme, Comunità “Emmanuel”, Cooperativa Sociale “Herasmus”, Associazione “L’Aquilone - Capodarco” e tutte le altre realtà impegnate nel territorio possano ritrovarsi insieme per un cammino comune di servizio e di accoglienza verso tutti i disabili. Allora sarà festa per tutti, nessuno escluso.
Con la speranza che questi sogni si realizzino auguro un Natale sereno di accoglienza e di solidarietà e auguro un Anno Nuovo 2009 aperto alla speranza di un mondo nuovo per costruire insieme una società fraterna e solidale.
Con amicizia e stima
Salvatore Gentile

